Camminar per Malta

Anche se probabilmente molto connessi tra di loro,
dal “socio/psicopatico” sono tornato al genere “evasione dalla realtà” credo.
Nel farlo, un pomeriggio, torno a casa da “scuola” e mi raso la testa.
Bravo ragazzo, sì.
Poco prima di questo ho sgambettato in infradito per Malta.
Una settimana per assaporare un posto mai visto.
Ho immerso i miei sensi superamplificati dalla voglia di partire,
per le strade, città, coste e spiagge della bella isoletta.
Qualche flash per i naviganti.
Romantica, La Valletta è la capitale di Malta.
E’ fortificata in pietra; parla di cavalieri, guerra e battaglie.
Puoi concederti un tuffo sempre,
le acque che la circondano sono amiche accoglienti.
Il Grand Harbour è contagiato dal fascino del mare,
in tutte le sue parti, ovunque: è ipnotico e meraviglioso.
Saltiamo a Gozo, rocciosa e silenziosa.
Il mare, colorato, scava grotte e bellezze ovunque.
Acque fredde, sole caldo, leggero vento.
Mediterraneo di spine, cespuglietti e scogliere.
Coste ruvide, selvagge che parlano una lingua diversa dal solito.
Alla fine vi porto a Comino.
Un’isola-puntino.
Tanta gente qui, per la Blue Lagoon.

..
.
(Sospirone)
Non preoccupatevi, almeno, adesso, di domenica, la piscina è aperta.

Parto!


Lonely Planet sotto braccio e si va!
Domani all’alba parto per la Thailandia finalmente.
Piccolo post di saluto al mio bloggo.
Torno l’11 dicembre, non temere.
Meritata vacanza!
A presto!

Partito!


Bene.
Domani si parte.
All’alba.
Destinazione: Thailandia.
Bangkok. Chiang Mai. Phuket.
Durata 22 giorni.
Vacanza pura.
Un po’ d’ansia.
E un bel po’ di impazienza.
Salutino a tutti quanti.
Prossimo aggiornamento 11 dicembre direi!Ora è meglio che mi metta sotto…
devo ancora preparare il trolley rosso fuoco…

Organizzando una vacanza

Thailandia. Organizzare un viaggio del genere è dura per me. Non sono mai uscito dalla mia piccola e confortante Europa. Viaggiare qui è sempre stato come spostarsi in casa. Non è come spostarsi laggiù.
Aereo transcontinentale (dalla modica cifra di 800 euro).
Stagione inusuale per viaggiare (per evitare terribili piogge tropicali).
Cultura diversa (finalmente) quindi timore revenziale.
Dubbi disparati.
Insomma tante cose che un piccoletto come me non controlla a pieno.
Quindi parto con le interviste.
C’è chi si limita al
"Bello bello, vai vai!"
Chi diverge in racconti entusiasmanti.
Chi da qualche consiglio pratico.
"Portati la carta igenica!" "Compra il ciboindigenodalnomeimpronunciabile!"
Ma oggi un intervistato mi ha aperto gli occhi.
Dice: "Non andare così poco. Per questo viaggio ti servono minimo tre mesi. Prenditi tre mesi."
Accidenti.
"E gira in posti dove la gente non capisce da che mondo vieni."
Posti sperduti.
"Sperduti."
"Poi capisci che in tre mesi puoi concederti di fermarti ad ascoltare il vento quando ti va.
Puoi decidere di stare a letto fino a mezzogiorno. Di partire per un isola. Di camminare per vicoletti. Qualsiasi cosa."
E qua?
"Qua ti prendi una pausa."
Ecco, mi ha aperto gli occhi. Non sono in grado di fare una cosa del genere. Che è così semplice cacchio. Prendermi una pausa. Studi. Lavoro. Magari anche amici, amore. Una pausa. Così semplice e così impossibile. Incredibile. Sono troppo legato alla mia vita per poterla concepire questa pausa. Forse sì, forse no. Forse rimando a periodi più stabili. Mi sembra di perdere un’occasione. Forse rimando al mai. Mi sento stupido.
Oggi comunque inizio a desiderarla questa pausa impossibile.
Desiderarla. Una parentesi in un mondo lontano. Un’avventura. Una pausa.
Magari finisce che salgo su un aereo.
Magari finisce in una frustrazione.