Tre storie d’Amore

Non riesco a dormire tanto bene ultimamente.

Arrivo ad infilarmi sotto le coperte stanco di mille cose fatte durante il giorno ma per un bel po’ non si dorme.

Oggi ho deciso di scrivere, non si può sempre viaggiare con la mente nel buio senza che cambi niente la mattina dopo.

Probabile che anche domani nulla sia cambiato ma almeno avrò scritto tre storie d’Amore.

Multipersonalità Borderline

Qua sicuro non siamo verbosi.
Siamo in tempi ascetici.
Per meglio dire: autistici.
Io e io e ancora io, nell’ ormai incontrollabile numero di personalità generate, abbiamo fatto tante cose qui! Cosa credi?
Abbiamo sistemato nell’armadio un mazzo grosso di quaderni carichi di nozioni e scrittine sottolineate, tanto per cominciare. Dopo abbiamo versato un sacco di monetine in banca.
Poi abbiamo aperto ancora una volta il bidone, quello grosso e profondo, dell’immondizia umana e, con lanci di tutto pregio, abbiamo scaraventato un paio di persone. Centri pieni, niente rimbalzi sul bordo.
Abbiamo portato a casa più favori che impicci e siamo diventati più stronzi, o almeno c’è da sperarlo. Aridi, sicuro, al punto da reiscriversi al Dio Social per poter essere consapevoli di ignorare i conoscenti.

Bevemmo superalcolici con l’ombrellino, tutti per uno ed uno per tutti, e continuiamo a farlo ma con ospiti meno inattesi e gloriosamente non ipocriti.

Purtroppo dormiamo molto poco e molto poco in compagnia perchè nel frattempo ci sono cresciute lunghe spine dolorose sulla pelle. Tengono lontani un po’ tutti, chi si fa avanti deve essere deciso altrimenti va poco lontano; siamo velenosi di ‘sti tempi.

L’automobile non ci conteneva tutti assieme, così pure i vestiti e la pelle. Cambieremo tutto, si parte dalla quattro-ruote.

Da un po’ puniamo la tivvù-bastarda con colpi secchi di giornali arrotolati. Poi li mettiamo sotto braccio e leggiamo per riempire i pochi secondi liberi.

Sfuriando un tasto è caduto sul pavimento, il numero sei. Come il “6 novembre”, il giorno che probabilmente andremo a Torino a sudare in pista.

Oggi abbiamo per la prima volta sorriso assieme nel vedere qualcuno sguazzare in un degrado che noialtri abbiamo allontanato.
Non c’è molto di buono nell’essere come noi, ma forse iniziamo a vedere le cose nella giusta prospettiva.
Saluti cari.

Giochi al parco e al mare

Qualche cosa.
Una serata e una gita.L’altro giorno s’è andati al solito pub per bere il solito drink.
Il mitico Bino’s per gli affezionatissimi dei buoni bicchieri.
Ben, dopo non c’era stanchezza.
E nemmeno voglia di locali e sciccherie varie.
Semplice semplice, come per i bimbi delle elementari, si va al parco.
Quello sotto casa, con il percorso vita e i giochi in legno.
E’ buio e silenzioso.
Le persone giuste e poi è facile ritornare bambini.
Così ci si arrampica qua e là.
Si fanno garette simil-atletiche.


E’ bello grazie a voi ragazzuoli.

Poi ieri prima puntata dell’anno al mare.
In una giornata coperta da un velo di nuvole.
E scarabocchiata da correnti freddine.
Un giretto a Cesenatico.
Con tutti che sistemano i propri localini e negozietti.
Chiodi, martello e vernici.
Si prendono cura della macchina da soldi, riviera romagnola.
E noi tutti siam pronti a farci un giro.
Pranzato con pesce.
Scherzato con due sorellazze acquisite.
Grassie anche a voi due, stars.

Qualche foto su Flickr.

Piccolo appendice: lì c’è il bannerino nuovo.
Una botola comoda per il blog privato.
Saludos amigos.

Interferenze

Poche cose.
Piccole sensazioni.
Positive dopotutto.
PPP… post inutile ma doveroso.Caro blog:
Lo schermo si risintonizza per pochi istanti.
Ad intermittenza passa qualche lento fotogramma .

Una poltrona, una casa.
Il protagonista ha un bicchiere in mano.
Frank Sinatra nell’aria e un cane accovacciato vicino.
Uno sbuffo d’incenso.
Sorride guardando in macchina.
Davvero non si capisce il perchè.

E’ tramonto al tavolo d’un locale.
Stesso lui, altro bicchiere: lungo con bollicine.
Violento cicaleccio d’aperitivo e musichina.
Sorriso brillante, accattivante ed ipocrita.
Di spalle una ragazza bionda, gli parla infervorata.
Un sorso di quel vino.
Una mitragliata di frasi di lei.
Un pensiero:
“Ci voleva poco a stabilire cosa fosse più corposo.”

Adesso si corre su un motorino.
Cielo grigio e silenzio artificiale.
L’inquadratura è in prima persona:
Diretta sulla nuca del guidatore e molto mossa,
Dall’asfalto sconnesso e dal tremore del passeggero, lui.
Le ruote piegano saltellando sui sanpietrini bolognesi.
Auto e bus vicinissimi, da toccarli con la giacchetta sventolante.
Non ha il controllo, sprazzi di paura.
Finalmente qualcosa di vero.

Nessun suono, ancora silenzio, ma qui è quello di una notte autunnale.
La sua adesso è solo una silhouette dalla camminata lenta,
Con un tappeto d’ombra che si allunga verso lo spettatore.
La luce arancione viene da un lampione lontano.
Altre ombre delineano un parco: alberi secchi e panchine in legno.
Si ferma con un passo sospeso a mezz’aria.
Inspira a lungo per non inquinare la quiete negli istanti successivi.
A rallentatore riabbassa il piede e sposta il suo peso, senza respiro.
Si sente uno scricchiolio leggero, sommesso e prolungato.
L’erba verde è velata dal primo ghiaccio.
Non si vede dal vostro schermo ma quella silhouette sorride.
Di nuovo non si capisce il perchè.


Tiepidamente no

Sì, tutto benino.
Sì, sì. Sì, mi sono iscritto a Fisiologia II.
L’hai già dato te?!
Allora sì, complimenti.

Sì, molto bella quella ragazza.
Sì, sì, te la presento.

Stasera c’è Tobi Neumann al Kindergarten?
Sì, ci vediam là.
Sì, sì, molto carico.

Sì, gran serata l’altra sera.
Sì, sì, mi son divertito.
Eccome.

Sì, scrivo ancora ogni tanto.
Sì, sì, lo so che ti piacerebbe.
Sì, sì, prima o poi.

Sì che ci sentiamo!
A presto.
Sì, sì…

Tra alba ed alba

Giovedì sera Coccoricò.
Un labirinto psichedelico danzante.
Musiche ovunque.
( Dj set anche al bagno per intenderci )
Ghiaccio secco e laser.
Millemila persone strambe.
Un drink e via che si balla.
Ba bam bam!
Fattostà che venne l’alba.
In autostrada sulla via del ritorno.
Belle le albe serene di primavera.
Portano giornate leggere.

Qualche ora di sonno e sono in piazza Verdi.
Birra e kiwido alla mano.
E’ il V2-Day.
La rivoluzione di Beppe Grillo.
L’alba d’un nuovo inizio o solo polverone?
Io firmo perchè ci credo e ci spero.
Due orette di relax a guardare la diretta.
Intanto.
Zap e Ida firmano dediche.
Bravi volontari smanettano ai banchetti.
Cani annusano.
Ragazzi ecologici riciclano.

Ciao blog.

Ssshautogrill

Scorribanda notturna.
Sulla via del ritorno, stanchi e assonnati, pausa all’autogrill.

Alle tre e trenta del mattino l’atmosfera qui dentro è sospesa.
Una specie di limbo.
Ci sono persone sparse ma senti comunque una sorta di silenzio.
Quel poco che passa è un brusio sottovoce.
La macchina del caffè ogni tanto soffia qualcosa.
Sillabe di commesse stanche.
Ding della cassa.
Qualcuno morde un panino.
Occhi socchiusi.
La carta oleosa scricchiola.
Frizza una lattina tra i passi lenti.
Ogni tanto i fari di qualcuno che riparte.
Ogni tanto quelli di qualcuno che arriva.
Viavai.
Sembrano tutti uguali in un autogrill di notte.
Sagome in un labirinto di merendine, prodotti tipici, riviste e cazzate.


Ma si compra solo lo stretto indispensabile per poter tornare a guidare.
Una sosta al bagno poi si esce.
Chiusa parentesi.
Di nuovo nella notte.