Un canale, una pista, un muro

Dopo un pranzo abbondante, un buon caffè
e un quarto d’ora di pupe e secchioni decerebrati alla tele,
so già che fra poco dovrò sostare al cesso.
Quindi starò qui per poco.

Avevo già avuto occasione di scrivere robe del genere,
ad esempio QUI e QUI però sono rimasto ancora piacevolmente stupito
dal “mood underground” di certe parti della mia cittadina.
C’è una pista ciclabile qua vicino che corre diritta assieme ad un canale.
Corre anche assieme alla ferrovia, dalla quale è separata da un muro.
Il canale, la pista, il muro.
Percorrendola in bicicletta e girando la testa si può seguire l’acqua o i graffiti.
Natura o colori. E’ un contrasto netto, artificiale, ma piacevole.
Una lingua di cemento è diventata una piacevole lingua di cemento.
Un grazie a ragazzi e ragazzini che sfogano così le loro bombolette.

Ero contento della scoperta quindi domenica
sono tornato e ho fatto un video col telefonino.
Rischiando di spiaccicarmi con bici e tutto giù per il fiumiciattolo.
Ci ho messo sotto una bella canzone. Ecco.

Era nuvoloso, peccato.
Ma se siete bolognesi cercatela quella pista.

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