Cinema

Ieri è riuscito a turbarmi.

Ho dovuto accendere la radio per paura del silenzio.
Anche per soli 100 metri da percorrere.

Suvvia…nessuna voce sbuca dal sedile posteriore gracchiando la mia morte!

O mi sto rammollendo o la voce dell’enigmista è diventata più inquietante.

Bah.

Stasera sono andato al cinema

Quattro stereotipiche storielle. Due tira e molla moglieamantemoglie e due argomenti di superficiale falsa attualità. Il tutto accuratamente infarcito da dosi massicce di palese pubblicità occulta e smodati luoghi comuni.

Evviva le bellone e i maschioni; i comici appiattiti sempre uguali e i personaggi riciclati.

Evviva le masse: i target ad ampio spettro; le strapaghe e i guadagni facili.

Evviva lo stupro dell’eros, ridotto ad antologia del vendere.

Evviva la slavata stropicciata parola "amore", stufa di starsene in ogni titolo.

Che bella la febbricitante euforia nel demolire che mi sono concesso stasera. Momento di lucidità in una mente bombardata da meteoriti di confusioni o follia che devasta l’arte incompresa del cinema d’oggi?

Non so.

Mi provo la febbre: 38 e 2.

Meglio il letto.