Carta sprecata

C’ho la tensione che scuote ogni singolo nervo del mio corpo.
Fra un quarto d’ora verrò mangiato da un professore.
Sono seduto ad un tavolo con il quaderno in mano.
Ripeto mentalmente gli schemi negli ultimi minuti utili.
E mi ritrovo in mano un volantino.
Firmato “Comunione e Liberazione”.
Che già mi fa incazzare la firma.
Lo leggo.
Distolgo un poco l’attenzione da quei maledetti appunti.
Questi sono indignati perchè sembra che ad un Papa sia stato negato il diritto di parlare.
Già mi suona come cazzata.
Però meglio indagare.
Adesso torniamo al mio nervoso.
Che m’è diventato ancora più nervoso, mi sa.
E’ pomeriggio adesso.
Sto correndo sotto i portici della zona universitaria.
Il parcheggio ce l’ho ancora per un’ora.
E’ poco quindi corro più forte.
Mi fermano 3 volte.
Ogni volta una coppia di ragazzi mi piazza quel volantino in mano.
Cazzo.
“La Sapienza”…blablabla…”una vergogna per l’Italia”…blablabla…e corro.
Questi li straccio.
Che poi ci guardo dopo. Notte.
Torno dalle solite marachelle serali.
Stanco e appesantito.
Passato per auto, pub, nuvole di fumo, bicchieri, camerieri e  musiche.
Mi collego.
Un riflesso automatico.
Controllo le mie web-menate.
Poi mi torna in mente quei ragazzi tanto convinti.
Quelli lì, “Comunione e Liberazione”.
Bah, vediamo chi sono, per bene.
Clicco.
Ok, vediamo la notizia.
Clicco, clicco e riclicco.
Ok, vediamo le opinioni.
Clicco, clicco e riclicco.
Bene.
Mi suonava bene.
Trattavasi di cazzata.

Disinformazione + Orgoglio cieco e ignorante +  Strumentalizzazione della falsa-censura
=
Volantino firmato Comunione e Libertà!

E pensare che potevo evitare di leggere.
(Ah…quei ragazzi tanto convinti…provo quasi pena, quasi…)
Potevo iniziare subito a far origami.
O striscioline. O coriandoli finifini.
Mi sarebbe anche passato il nervoso magari…

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Il cazzo non importa


Ma tu pensa. Vè.
Un anno di studi. Ossa. Di varie specie animali. In varie dimensioni. Puntigliosamente, fin nei più piccoli buchetti in cui passano le più piccole arteriole. Comparativamente, alle diverse impalpabili rugosità che contraddistinguono l’omero di un cagnetto da quello di un gatto piuttosto che di un cavallo. Legamenti. Tanti tipi di articolazioni, divisi per forme e movimenti dei segmenti articolari. Legamenti collaterali. Briglie. Sinostosi, i legamenti ossificati. I dischetti intervertebrali, nelle loro parti e composizione. Muscoli. Inutile dirlo: origini e terminazioni dei tendini. Profilo del muscolo. Funzioni motorie. E tante altre pappardelle anatomiche colossali. Anatomia-uno la chiamano. Primo anno. Le basi.
Ora però vado al corso di radiologia. Sì, i raggi. Quelle robe là.
Ho un immagine davanti. Bianchi, neri e grigi disegnano sulla pellicola un addome di cane. Difficile, ma a me non mi frega nessuno! So tutto! Vedo vertebre, sacro, bacino in tutti i suoi segmenti e tubercoli, articolazione coxofemorale…sono imbattibile. E guarda invece chi mi sbuca…un osso MAI visto. Guardando bene è proprio in prossimità del pene, molto ben visibile, allungato e con tanto di midollo…mah, meglio domandare. Domando. Compagno dopo compagno dopo compagno mi ritrovo con un pugno di battute idiote e zero spiegazioni per quel segmento inaspettato. Pensavo già a qualche emozionante patologia degenerativa. Poi la risposta seccata dell’assistente, strafottente e saccente: “Cosa potrà mai essere quello in un cane maschio?!? Ma l’OSSO PENIENO no?!?”.
L’osso penieno. Cazzo. Altrimenti meglio detto “osso penico”. Ecco.
Il cane (così come il gatto) ha incorporato un osso là dentro. Sapevate? Non mi stupisce la mia ignoranza. Mi stupisce invece aver passato un anno intero a studiare e manipolare bestie senza aver mai e dico MAI sentito (nemmeno a lezione) e nemmeno mai letto (anche ora cercando nel megavolumeincazzato di anatomia) nulla a riguardo. Trascurato. Bandito. Non c’è!
Non è importante?
Boh, comunque sperate che il vostro animale non se lo fratturi mai…chissà poi chi ve lo sistema…
Lascio a Wikipedia il compito di tramandare il
verbo.

Bleah.


Eh…

Credevo, anzi speravo, che il cassonetto della tivvù spazzatura prima o poi si riempisse.
E credevo pure che un bel netturbino nerboruto se lo sarebbe prima o poi portato via.
Ma invece mi devo ricredere.
Malgioglio e Cecchi Paone al solito schifo de “L’isola dei famosi”.
Non abbiamo speranze.
Vabbè.
Sarà che ho ancora lo stomaco in subbuglio da ieri sera.
Bleah.

Bla Bla Bla

[…]

Rivela un’altra ragazza immagine, Francesca Lodo: "Ci si ritrova in discoteca, a volte… All’Hollywood, piuttosto… Non posso… non posso fare i nomi, non mi va di fare i nomi". Ma poi racconta, e si legge ancora nelle carte, che Belem Rodriguez, amica e collega, "una pista l’ha fatta con me". Dove? "Nei bagni dell’Hollywood". Bagni affollatissimi. Ci puoi incontrare che "pippa una riga", stando almeno a un’intercettazione, pure Francesca Versace. E, appena fuori dalla discoteca, ecco scattare gli agguati. E pure i calciatori Coco e Gilardino vengono paparazzati, prima uno e poi l’altro, insieme a ragazze che chissà come gli sono arrivate in braccio: e tutti devono pagare, per "non avere nocumento all’immagine".

Ma fosse solo l’Hollywood: nelle carte c’è chi racconta di come ha comprato "cocaina per conto della soubrette Aida Yespica, da un certo G.", in seguito identificato in un dipendente della discoteca Toqueville di Milano. Milano è così, ci si incontra, ci si scorda, si riesce a campare alla grande non sapendo che cosa si fa. Come il Pietro Tavallini, che sembra l’erede della "Milano da bere" e, stando ai magistrati, "è ben inserito nel mondo dello spettacolo, della moda e dello sport, dei protagonisti della cosiddetta "Milano by night", non per particolari attitudini o ruoli lavorativi, ma per conoscenza diretta di persone che ne fanno parte, soprattutto appartenenti a famiglie della cosiddetta "Milano bene"".

[…]  Qui l’articolo intero.

Chemmerda…

VirginNet


” Stai vedendo questo errore perchè la pagina che hai cercato di accedere contiene, o è marcata come contenente, materiale che è stato ritenuto inappropriato:
E’ stato superato il limite per le frasi pesate. ”

Va bene…
Tralascio un attimo sul dubbio grammaticale che mi assilla. (…la pagina che HAI CERCATO DI ACCEDERE…boh). Posso arrivare a capire anche la necessità di una rigorosa autenticazione (nome utente + password numerica lunga 47 caratteri numerici) e anche quella di fornire limitazioni a contenuti indecenti.
Ma cacchio.
Perchè non posso usare il luccicante costoso e nuovissimo pc della luccicante costosa e nuovissima palestra che mi vede socio per leggere un po’ di sana cultura blog?! Ecco il motivo: “è stato superato il limite per le frasi pesate”! Cazzo non ci avevo pensato proprio! Logico no? Si vede già dall’ambiente! Qui dentro solo immagini! Al massimo brevissime didascalie con i nomi dei vips!
Dopo tutto questo sudare…merda che incazzo…uffi.