Giochi al parco e al mare

Qualche cosa.
Una serata e una gita.L’altro giorno s’è andati al solito pub per bere il solito drink.
Il mitico Bino’s per gli affezionatissimi dei buoni bicchieri.
Ben, dopo non c’era stanchezza.
E nemmeno voglia di locali e sciccherie varie.
Semplice semplice, come per i bimbi delle elementari, si va al parco.
Quello sotto casa, con il percorso vita e i giochi in legno.
E’ buio e silenzioso.
Le persone giuste e poi è facile ritornare bambini.
Così ci si arrampica qua e là.
Si fanno garette simil-atletiche.


E’ bello grazie a voi ragazzuoli.

Poi ieri prima puntata dell’anno al mare.
In una giornata coperta da un velo di nuvole.
E scarabocchiata da correnti freddine.
Un giretto a Cesenatico.
Con tutti che sistemano i propri localini e negozietti.
Chiodi, martello e vernici.
Si prendono cura della macchina da soldi, riviera romagnola.
E noi tutti siam pronti a farci un giro.
Pranzato con pesce.
Scherzato con due sorellazze acquisite.
Grassie anche a voi due, stars.

Qualche foto su Flickr.

Piccolo appendice: lì c’è il bannerino nuovo.
Una botola comoda per il blog privato.
Saludos amigos.

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Interferenze

Poche cose.
Piccole sensazioni.
Positive dopotutto.
PPP… post inutile ma doveroso.Caro blog:
Lo schermo si risintonizza per pochi istanti.
Ad intermittenza passa qualche lento fotogramma .

Una poltrona, una casa.
Il protagonista ha un bicchiere in mano.
Frank Sinatra nell’aria e un cane accovacciato vicino.
Uno sbuffo d’incenso.
Sorride guardando in macchina.
Davvero non si capisce il perchè.

E’ tramonto al tavolo d’un locale.
Stesso lui, altro bicchiere: lungo con bollicine.
Violento cicaleccio d’aperitivo e musichina.
Sorriso brillante, accattivante ed ipocrita.
Di spalle una ragazza bionda, gli parla infervorata.
Un sorso di quel vino.
Una mitragliata di frasi di lei.
Un pensiero:
“Ci voleva poco a stabilire cosa fosse più corposo.”

Adesso si corre su un motorino.
Cielo grigio e silenzio artificiale.
L’inquadratura è in prima persona:
Diretta sulla nuca del guidatore e molto mossa,
Dall’asfalto sconnesso e dal tremore del passeggero, lui.
Le ruote piegano saltellando sui sanpietrini bolognesi.
Auto e bus vicinissimi, da toccarli con la giacchetta sventolante.
Non ha il controllo, sprazzi di paura.
Finalmente qualcosa di vero.

Nessun suono, ancora silenzio, ma qui è quello di una notte autunnale.
La sua adesso è solo una silhouette dalla camminata lenta,
Con un tappeto d’ombra che si allunga verso lo spettatore.
La luce arancione viene da un lampione lontano.
Altre ombre delineano un parco: alberi secchi e panchine in legno.
Si ferma con un passo sospeso a mezz’aria.
Inspira a lungo per non inquinare la quiete negli istanti successivi.
A rallentatore riabbassa il piede e sposta il suo peso, senza respiro.
Si sente uno scricchiolio leggero, sommesso e prolungato.
L’erba verde è velata dal primo ghiaccio.
Non si vede dal vostro schermo ma quella silhouette sorride.
Di nuovo non si capisce il perchè.


Mica tanto a post

Capitano post così.
Serate così.
Stasera mi sento svuotato.
Tutti hanno problemi e li scrivono glitterati e lagnosi sui blog.
Clichè penoso ma me ne frego e ci casco.
Si può ben dire: quest’anno mi ha svuotato.
La perla del natale probabilmente assorbirà il fondino rimasto.
Come una spugna gettata sul fondo del secchio.
Resta poco.
Qualche briciola d’insegnamenti amari.
Poco salutare.
Vediamoli assieme.Ti accorgi delle cose preziose quando mancano.
Non ci sono cazzi: sto anatema è vero.
Qui parole rimangono sospese su numeri di telefono polverosi.
Sì, anche nella vita d’un salottiero fighetto come me.
Amicizie dalle complicità arrugginite si sono allentate.
S’è iniziato a contare su poco, a vivere di meno verità.
Ma non te ne accorgi subito.
Lasci cadere gioielli per strada, convinto d’aver le tasche piene.
Sei un pirla, lo sai, ed anche un amore coagula pesante,
inespresso e doloroso.
Gli altri corrono più avanti, superano, doppiano, inesorabili e leali.

Potrei scrivere, goliardico e fiducioso, d’una ripresa futura.
Di nuovi affascinanti orizzonti e prospettive.
Di sorrisi.
D’amore e amicizie vere.
Potrei.
Machissene.

Nel prossimo sarò più leggero, promesso.


* Jean Phiter, “mah!” Twyfelfontein 2004,
appiccicato sullo specchio in camera.

Domenica



Reduce da discotecamenti vari ho dormito al mare.
Sveglia alle ore 13.
Prima aria di mare dell’anno.
Assaporata da un terrazzo soleggiato.
Poi la spiaggia sotto i piedi.
Rumore di ondine ancora un po’ troppo fredde.
Un paio d’amici con me.
Energia vitale per quattro cagate spiaggiose.
Qualche lotta. Qualche corsa folle.
Palline che volano in cerchio. Acrobazie nonsense.
E in mezzo ovviamente:
bella piadina squacquerone e rucola!
Mitico piadinaro di Cervia…


Il giusto respirone domenicale per affrontare una dura settimana!