Una panchina

“ Una volta lasciai il mio cuore ad una ballerina bellissima.
Lei lo prese, lo mise delicatamente sui binari e salì sul treno. ”

Certe storie pseudo-romantiche è molto meglio riassumerle in due righe all'inizio.
“Uomo avvisato mezzo salvato” si dice. Fatto sta che ho una scritto un pezzo di vita mia. Ecco.

Una volta lasciai il mio cuore ad una ballerina bellissima.
Appunto.
E' successo su una panchina in Montagnola, a Bologna.
La ballerina veniva da fuori città, portava sempre aria nuova.
Era elegante ma selvaggia allo stesso tempo.
Mi aveva conquistato mesi prima.
Con poche mosse sinuose, in discoteche affollate e rumorose.
Ballare con lei era una cosa irresistibile.
Caldi strusciamenti. Ricordo ancora molto.
Su tutto l'odore dei suoi capelli quando vi affondavamo dentro, baciandoci in pista.
Poi il sudore, le mie mani sui suoi fianchi, sotto la maglietta, altrove.
Ma erano notti. Di mattina la ballerina non era mai mia.
Rimanevano grossi vuoti tra quelle notti. Non mi bastavano più.
Usciva da un portone del centro, quel giorno, quando l'ho vista.
L'ho presa per mano fino alla panchina.
Là l'ho baciata. Come avevo fatto mille notti.
Ma quel giorno avevo in mano il mio cuore.
Ero preparato: un discorso semplice, conciso, appassionato.
Mi ero dato un gran contegno da uomo.
Non mi ha risposto. Era tardi. La ballerina doveva andare.
“Se sali su quel treno senza dirmi niente sparisco.
Le notti non avranno avuto nessun senso.”
In risposta un bacio. Lungo. Silenzioso.
Avevo ancora il mio cuore in mano.
Lei lo prese, lo mise delicatamente sui binari e salì sul treno.

Sembra romanzata ma è andata davvero così. Non l'ho più rivista.
Comunque bella quella panchina.

Foto di lauracchia80

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Sconclusionato ma efficace

Il titolo va messo alla fine quindi perché affannarsi tanto?
Oggi è il 19 aprile del 2010.
Sembra che il tempo passi senza nemmeno darmi il tempo di crescere.
Oggi mi sento come un sasso.
Non cambio mentre tutto succede.
O forse mostro solo piccoli segni, sintomi, di un grosso cambiamento futuro.
Un po’ come il nostro pianetucolo bellissimo.
Che ogni mese si stiracchia e si scrolla un po’.
Avete notato?
A gennaio un terremoto ha raso al suolo Haiti (oltre 220.000 morti).
A febbraio in Cile altro terremoto con tsunami annesso (450 morti e 500.000 edifici in briciole).
A marzo era glaciale e un altro bel sisma (60 morti in Turchia).
Questo mese invece c’è il vulcano islandese che ha bloccato coi suoi fumi gli aeroplani del mondo.
Pare che la Terra si stia incazzando gente.

Mh.

Sembra un flusso di coscienza questo post.
Sconclusionato ma efficace.
Credo di aver trovato un titolo.
Quindi ho finito.

Cheppalle

Una donna inizia a scrivere online.
Ma anche non una non-donna.
Basta che piazzi un nickname da donna
E una foto o due anche vagamente riconducibili al concetto “femmina”.
Ecco. Questa inizia a scrivere.
Qualsiasi poema o merdata che scriverà
Sarà un boom di visite.
Mantenerle sarà difficile certo, ma la visibilità è assicurata.Conclusione.
Il web è di noi uomini.
Grandi maniaci anche quando cerchiamo letture.
Cheppalle.
Cin cin.


Ecco la tipica foto per intrigare il maschio medio.
Da tenere a mente.
Ben, manteniamo la coerenza di questo fotoblog:
Ecco una foto che non c’entra un cacchio.


E’ un pezzettino del parco sotto casa.
Un pezzettino abbandonato, dove non passano i giardinieri.
Affianca una villa con un giardino molto curato, alla vista stacca molto
Perchè sembra una giungla al confronto con quel che c’è al di là del recinto della villa.
Mi piace passare in mezzo a quelle erbacce, tra gli alberi storti.
Comunica più Natura del resto del parco.
Anche se Flick ci si ingarbuglia col guinzaglio.


Ciao.

Caro blog ti scrivo

Ciao blog.
Come stai?
Io benino. Incostante, frenetico e problematico come al solito.
Mi dispiace per un paio di cose ma non mi sembra il caso di annoiarti oggi.
Piuttosto cerchiamo il bello nella merda, come dice Maddalena!
Sotto sotto lo sai anche te che sono artisticamente più produttivo quando le cose vanno male.
Male poi…mi bastano pochi malesseri ben radicati per scatenare pensieri creativi.
Beh, è saltato fuori un nuovo sitino cacchio.
Non ti preoccupare, prima o poi passerà.
Ma se ho creato te, che sei ancora qua, ho ragione di pensare che lui andrà avanti molto.
Te lo presento.
Parla un’altra lingua tanto per cominciare.
E’ colorato e difficile ma tanto bello da vedere.
Lo ospita gentilmente WordPress.com che sta pazientemente insegnandomi a manovrarlo.
Sembra un buon sitino; come te d’altronde, che hai una memoria tutta tua della mia vita ormai.
Beh, che aggiungere…visitalo!
Poi farò un bel bannerino e te lo porto.
Salutami tutti!
Grazie, ciao bello.
Giacomo.

PS: Ah, ricordati di passare alla coop quando torni: è finita la cioccolata e sono senza fogli.

Multipersonalità Borderline

Qua sicuro non siamo verbosi.
Siamo in tempi ascetici.
Per meglio dire: autistici.
Io e io e ancora io, nell’ ormai incontrollabile numero di personalità generate, abbiamo fatto tante cose qui! Cosa credi?
Abbiamo sistemato nell’armadio un mazzo grosso di quaderni carichi di nozioni e scrittine sottolineate, tanto per cominciare. Dopo abbiamo versato un sacco di monetine in banca.
Poi abbiamo aperto ancora una volta il bidone, quello grosso e profondo, dell’immondizia umana e, con lanci di tutto pregio, abbiamo scaraventato un paio di persone. Centri pieni, niente rimbalzi sul bordo.
Abbiamo portato a casa più favori che impicci e siamo diventati più stronzi, o almeno c’è da sperarlo. Aridi, sicuro, al punto da reiscriversi al Dio Social per poter essere consapevoli di ignorare i conoscenti.

Bevemmo superalcolici con l’ombrellino, tutti per uno ed uno per tutti, e continuiamo a farlo ma con ospiti meno inattesi e gloriosamente non ipocriti.

Purtroppo dormiamo molto poco e molto poco in compagnia perchè nel frattempo ci sono cresciute lunghe spine dolorose sulla pelle. Tengono lontani un po’ tutti, chi si fa avanti deve essere deciso altrimenti va poco lontano; siamo velenosi di ‘sti tempi.

L’automobile non ci conteneva tutti assieme, così pure i vestiti e la pelle. Cambieremo tutto, si parte dalla quattro-ruote.

Da un po’ puniamo la tivvù-bastarda con colpi secchi di giornali arrotolati. Poi li mettiamo sotto braccio e leggiamo per riempire i pochi secondi liberi.

Sfuriando un tasto è caduto sul pavimento, il numero sei. Come il “6 novembre”, il giorno che probabilmente andremo a Torino a sudare in pista.

Oggi abbiamo per la prima volta sorriso assieme nel vedere qualcuno sguazzare in un degrado che noialtri abbiamo allontanato.
Non c’è molto di buono nell’essere come noi, ma forse iniziamo a vedere le cose nella giusta prospettiva.
Saluti cari.

Giustificazione

Tre mesi, professoressa. Perdoni il ritardo.
Le scrivo subito una giustificazione sul libretto.
– Sostanzialmente Trevi ha camminato –
Rende bene l’idea, e mi sbatto poco a spiegare.

Camminando si può andare ovunque per il mondo.
Ma anche girare stupidamente attorno al solito albero.
Si possono scansare piccoli ostacoli; i piccoli e basta.
Con le dita capita di sollevare una bella conchiglia.
E di essere troppo svogliati per raccoglierla e apprezzarla.
Possono succedere tante cose camminando.
Ti fidi della sabbia, quella che poi finisce e diventa duro asfalto.
Ci si può perdere. Fermarsi. Ripartire. Riperdersi.
Questo ho fatto. Molto poco. Poco molto.

Mi spiace prof, spero questo non pregiudichi la mia carriera, ecco.
Mi rimetterò in riga, scriverò qualcosa, farò il bravo.
Tanto lo so. Presto finirò in presidenza con una sospensione.

Camminar per Malta

Anche se probabilmente molto connessi tra di loro,
dal “socio/psicopatico” sono tornato al genere “evasione dalla realtà” credo.
Nel farlo, un pomeriggio, torno a casa da “scuola” e mi raso la testa.
Bravo ragazzo, sì.
Poco prima di questo ho sgambettato in infradito per Malta.
Una settimana per assaporare un posto mai visto.
Ho immerso i miei sensi superamplificati dalla voglia di partire,
per le strade, città, coste e spiagge della bella isoletta.
Qualche flash per i naviganti.
Romantica, La Valletta è la capitale di Malta.
E’ fortificata in pietra; parla di cavalieri, guerra e battaglie.
Puoi concederti un tuffo sempre,
le acque che la circondano sono amiche accoglienti.
Il Grand Harbour è contagiato dal fascino del mare,
in tutte le sue parti, ovunque: è ipnotico e meraviglioso.
Saltiamo a Gozo, rocciosa e silenziosa.
Il mare, colorato, scava grotte e bellezze ovunque.
Acque fredde, sole caldo, leggero vento.
Mediterraneo di spine, cespuglietti e scogliere.
Coste ruvide, selvagge che parlano una lingua diversa dal solito.
Alla fine vi porto a Comino.
Un’isola-puntino.
Tanta gente qui, per la Blue Lagoon.

..
.
(Sospirone)
Non preoccupatevi, almeno, adesso, di domenica, la piscina è aperta.