Silenzio.

Pare che con la musica io riesca a studiare meglio.
Specialmente qui in biblioteca, con questo silenzio.
Ci vengo per allontanarmi dalle mille cose che potrei fare in casa.
Di norma a me piace ascoltare il nulla, il vuoto acustico.
E’ qualcosa di raro e maestoso, qualcosa di unico e speciale,
ma tanto prezioso quanto intimo, pulito, privato.
Silenzi ottimi come questo, se condivisi con individui sconosciuti,
sono ingombranti, sprecati.
Quasi mi infastidiscono a volte, come i rumori.
Quindi Musica!
Ed ecco che un cd scandisce le mie ore qua dentro,
finendo e ricominciando ogni voltra.
Adesso lo faccio ripartire,
la seconda volta di oggi pomeriggio.
Tic.

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Piccole Grandi Torture

Se c’è una cosa che mi fa girare i maroni è essere malato.
Obbligato da acciacchi a star chiuso in casa.
La febbre alta da far pulsare le tempie.
Brividi e vampate che si alternano.
Clausura senza poter fare un emerito cazzo per il mal di testa.
Persino facebook e il cellulare son troppo.
Gli occhi bruciano in fretta e il cervello si liquefa.
Medicine, medicine e medicine.
Due maroni le supposte, specialmente quando inutili.
Schifezze di polveri in bustine da sciogliere.
Robe da respirare poi, all’eucalipto, blah.
Resta qualche film da guardare in stato comatoso e il letto.
Penoso.
Ogni ora nella sopracitata condizione sembra un mese senza una doccia.
Lo sfascio.
Ora son guarito.
E tanto per cambiare, mi chiudo in biblioteca a studiare.
Alla fine non cambia un cacchio.
Varia solo lo scenario.
Ieri sera Luttazzi era al palazzetto.
Io pure.
Politica, sesso, religione e morte.
Fottuto geniaccio!
Tra le tante consiglio, come lui, di firmare questa:
cosicchè anche qui da noi sia istituito il reato di tortura!
Una robina eh…fate voi!

Passo con:
un tramonto dalla bibliotechina
e il palco, prossima volta prima fila.



Cià, cià.

Il Robottino

Visto “Walle”, ecco.
E’ ambientato in un futuro lontano 700 anni da noi.
Gli umani hanno consumato la terra e l’hanno abbandonata.
Nel farlo si sono anche trasformati.
Ciccioni privi di scheletro che vivono seduti.
In simbiosi con poltrone hi-tech con cibo a portata di mano.
Presi da monitor e cazzate non si guardano nemmeno in faccia tra di loro.
Bene.
Pensavo che secondo me non dista proprio 700 anni questo futuro.
Tuttaltro cazzo.
Resta che quel robottino è davvero troppo simile a Numero 5.
Quindi, se sbrodolate per Walle, cercate “Corto circuito”.
C’erano già arrivati nel 1986.

Che altro…
Beh, dopo un letargo mentale di quasi cinque mesi il quipresente ha dato un esame.
Per farlo ha visto qualche tramonto in biblioteca.


Ha scoperto la Mediateca e relativa barista equacarinaesolidale.
Poi ha imparato che il vino bianco è buono e il mal di testa prima dei bimbi in piscina no.
Ha cenato con compagni di classe e ha conosciuto il Krisstal.
Conscio di conoscere gente molto più arida e meno consapevole della solitudine di lui,
rimane ugualmente allarmato dalla propria stessa superficialità d’annata.
Ma non male, suvvia.

Ottobre-fest

La vita scivola come al solito.
Anzi.
Inciampa e rotola veloce e senza controllo, come al solito.Testa bassa su appunti al sapore di caffè nel legname di aule strette.
Incastrare pranzi costosi in mezzore frenetiche.
Il cuore sospira e s’incrina in macchinazioni cerebrali spesso inutili.
Ma il tempo stringe, si deve correre, neanche il tempo per lo spritz.
Raffiche di rime in macchina scandiscono la corsa per il lavoro.
Fare galleggiare bambini con in testa l’esame di anatomia topografica.
Ho soldi in tasca, li converto in benzina perchè adesso ho un quarto d’ora.
Traffico. Quarto d’ora diventa ritardo.
Verso casa guido d’automa pendando al weekend poco rilassante.
Arrivo al computer, perdo neuroni rilassandomi con il web.

Ah!
In tutto questo organizzo una festa!
Quindi bando alle ciance e facciamo pubblicità!
Mi rivolgo a Bologna e dintorni.
Ma anche a voi lontani daiii!
Venite a ballare alla festa giusta!
La notte di Halloween, Ognissanti o come cacchio vuoi,
al Candilejas Studios, Bologna, berremo e balleremo a volontà!
Ekonomik bar, dj set e pioggia di spumante!
Non mancare!


Più informazioni qui: Wild Staff My Space

Fatto!
Torno a rotolare.
Ciao ciaooo!

Festo da me

Bellissimo,
profumato,
curato,
elegante,
impeccabile,
e stiloso
il nostro eroe ha superato la prima merdosa settimana.Sì, domani sono a casa.
Perchè i parassiti li studieremo a partire dalla settimana prossima.
Quella “simil – signora Fletcher” che parla di vermi e zecche non ci sarà.
Peccato davvero.

Veniamo a noi.
La festa de l’Unità è finita.
M’è piaciuta a questo giro.
Forse perchè l’ho presa a piccole dosi zuccherine.
Bigliardino.
Porcherie alimentari di qualsiasi specie.
Pattinatori, musicisti, drag queens e auto scintillanti.
E tanti tanti stands di oggetti inacquistabili.
Perfetti per riempirsi gli occhi mentre si mangia merda!
Una sera, in territorio PD, ho pure fumato il narghilè.
Quel raffinato macchinario arabo per fumare tabacco aromatizzato.


Sembro un tossico cianotico, però è documentaristica.
Non si può fermare la conoscenza.

Adesso comunicamenti di servizio.
Ho cambiato tutto.
Canale di YouTube, Live Space e le foto su Flickr.
Con quattro click.
Infatti non è cambiato sostanzialmente un cacchio.
Però, pensavo, questo blog ormai è palesemente di facciata.
Si ride, si scherza e si gioca con la grafica.
Tutto finisce lì. (Qui.)
Ci sono io, ok, ma forse “io” sono anche qualcosaltro.
Quindi: qui rinnovo un po’ tutto e poi apro un altro blog.
Forse.
Sempre che il gestore di un blog di facciata (più o meno bello e fresco)
che ne apre contemporaneamente uno nuovo di scleri e deliri personali
sia ancora considerabile sano di mente.
Quando avrò stabilito questo, farò sapere.
Per adesso vi beccate ancora un po’ di storielle.
Ciao ciao.

Pronto per la lezione

Mille di quelle cagate che non ti va ma son, per forza, da fare.
Come mettere in ordine, sparecchiare o lavare la macchina.
Quindi ecco.
Preparazione alla mattanza.
Si può ben dire.
Inizia con uno sguardo all’orario delle lezioni.
Ci vuole un ora di navigazione su internet ma lo trovo.
Guardando il mio si evincono immediatamente tre cose.
Prima:
Iscriversi a questo corso di laurea è da squilibrati.
Dieci ore al giorno rinchiusi pagando quasi duemila soldi all’anno?
Eheh: squilibrato! Per forza.
Seconda:
E’ necessario schiacciare tutta la vita nei weekend.
Il nerd, che non ce l’ha, è a posto.
Io vivrò condensato.
Lavoro, sonno, aperitivi e serate: tutto sottovuoto.
Terza:
Sarà meglio trovarsi una donna in facoltà, o in biblioteca.
Tuttalpiù nelle stalle adiacenti alla facoltà.
Squilibrata, topa da biblioteca o stalliera.
Altrimenti dati i ritmi non si batte chiodo fino all’estate.Conscio di questi postulati,
oggi mi son segnato appunti mancanti, libri, esami
e pure le robine da comprare.


Quindi:
– Quadernone ad anelle,
che è uno (1) e non si perde.
– Fogli a quadretti piccoli,
se no su che cazzo scrivo.
– Segna Materie,
cartoncini colorati per separare le materie,
mai avuti ma sempre invidiati a qualcuno,
quest’anno li voglio.
– Agenda,
rigorosamente piccola e divisa in settimane,
– Profumo,
che è finito e non si va in facoltà senza,
anche se la stalliera probabilmente non se ne accorgerebbe,
– Post it,
possibilmente di un colore meno accecante.

Prendila con fisiologia…

Fisiologia Due.
Un esame scritto di tre ore.
Aria condizionata assente.
Il tempo troppo poco per le infinite domande.
Sudore nervoso + sudore d’afa + sudore da fretta.
Condizioni di estremo stress.
Alta produzione di glicocorticoidi.
Aumentano la glicemia.
Aumentano la pressione.
Stimolano il sistema nervoso centrale.
Immunosoppressione.

Finisce il compito.
Il relax è quasi una necessità corporale.
Accompagnato da acqua ghiacciata, grazie.
Risultato a lunedì prossimo.
Lo appendo in bacheca quando mi và ragazzi.
Fatevi 30 km tutti i giorni per sapere se siete passati!

Poi sono andato a Casalecchio.
Dove lavoro.
A svolgere commissione urgente.
Che bel paesuolo.

Mi son fatto un giretto (e un gelatino).
Sul fiume.
Fortunati.
Prendono il sole e fanno il bagnetto.
Quando ne hanno voglia.
Camminano a piedi.
Sembra festa.
Forse vedo tutto rosa dopo quell’esame.
Però ci sono anche gli anatroccoli.

Non si vedono ma ci sono…
Giuro.
Non sono ancora diventato matto…
Spero.