Tre storie d’Amore

Non riesco a dormire tanto bene ultimamente.

Arrivo ad infilarmi sotto le coperte stanco di mille cose fatte durante il giorno ma per un bel po’ non si dorme.

Oggi ho deciso di scrivere, non si può sempre viaggiare con la mente nel buio senza che cambi niente la mattina dopo.

Probabile che anche domani nulla sia cambiato ma almeno avrò scritto tre storie d’Amore.

Giochi al parco e al mare

Qualche cosa.
Una serata e una gita.L’altro giorno s’è andati al solito pub per bere il solito drink.
Il mitico Bino’s per gli affezionatissimi dei buoni bicchieri.
Ben, dopo non c’era stanchezza.
E nemmeno voglia di locali e sciccherie varie.
Semplice semplice, come per i bimbi delle elementari, si va al parco.
Quello sotto casa, con il percorso vita e i giochi in legno.
E’ buio e silenzioso.
Le persone giuste e poi è facile ritornare bambini.
Così ci si arrampica qua e là.
Si fanno garette simil-atletiche.


E’ bello grazie a voi ragazzuoli.

Poi ieri prima puntata dell’anno al mare.
In una giornata coperta da un velo di nuvole.
E scarabocchiata da correnti freddine.
Un giretto a Cesenatico.
Con tutti che sistemano i propri localini e negozietti.
Chiodi, martello e vernici.
Si prendono cura della macchina da soldi, riviera romagnola.
E noi tutti siam pronti a farci un giro.
Pranzato con pesce.
Scherzato con due sorellazze acquisite.
Grassie anche a voi due, stars.

Qualche foto su Flickr.

Piccolo appendice: lì c’è il bannerino nuovo.
Una botola comoda per il blog privato.
Saludos amigos.

Interferenze

Poche cose.
Piccole sensazioni.
Positive dopotutto.
PPP… post inutile ma doveroso.Caro blog:
Lo schermo si risintonizza per pochi istanti.
Ad intermittenza passa qualche lento fotogramma .

Una poltrona, una casa.
Il protagonista ha un bicchiere in mano.
Frank Sinatra nell’aria e un cane accovacciato vicino.
Uno sbuffo d’incenso.
Sorride guardando in macchina.
Davvero non si capisce il perchè.

E’ tramonto al tavolo d’un locale.
Stesso lui, altro bicchiere: lungo con bollicine.
Violento cicaleccio d’aperitivo e musichina.
Sorriso brillante, accattivante ed ipocrita.
Di spalle una ragazza bionda, gli parla infervorata.
Un sorso di quel vino.
Una mitragliata di frasi di lei.
Un pensiero:
“Ci voleva poco a stabilire cosa fosse più corposo.”

Adesso si corre su un motorino.
Cielo grigio e silenzio artificiale.
L’inquadratura è in prima persona:
Diretta sulla nuca del guidatore e molto mossa,
Dall’asfalto sconnesso e dal tremore del passeggero, lui.
Le ruote piegano saltellando sui sanpietrini bolognesi.
Auto e bus vicinissimi, da toccarli con la giacchetta sventolante.
Non ha il controllo, sprazzi di paura.
Finalmente qualcosa di vero.

Nessun suono, ancora silenzio, ma qui è quello di una notte autunnale.
La sua adesso è solo una silhouette dalla camminata lenta,
Con un tappeto d’ombra che si allunga verso lo spettatore.
La luce arancione viene da un lampione lontano.
Altre ombre delineano un parco: alberi secchi e panchine in legno.
Si ferma con un passo sospeso a mezz’aria.
Inspira a lungo per non inquinare la quiete negli istanti successivi.
A rallentatore riabbassa il piede e sposta il suo peso, senza respiro.
Si sente uno scricchiolio leggero, sommesso e prolungato.
L’erba verde è velata dal primo ghiaccio.
Non si vede dal vostro schermo ma quella silhouette sorride.
Di nuovo non si capisce il perchè.


Ottobre-fest

La vita scivola come al solito.
Anzi.
Inciampa e rotola veloce e senza controllo, come al solito.Testa bassa su appunti al sapore di caffè nel legname di aule strette.
Incastrare pranzi costosi in mezzore frenetiche.
Il cuore sospira e s’incrina in macchinazioni cerebrali spesso inutili.
Ma il tempo stringe, si deve correre, neanche il tempo per lo spritz.
Raffiche di rime in macchina scandiscono la corsa per il lavoro.
Fare galleggiare bambini con in testa l’esame di anatomia topografica.
Ho soldi in tasca, li converto in benzina perchè adesso ho un quarto d’ora.
Traffico. Quarto d’ora diventa ritardo.
Verso casa guido d’automa pendando al weekend poco rilassante.
Arrivo al computer, perdo neuroni rilassandomi con il web.

Ah!
In tutto questo organizzo una festa!
Quindi bando alle ciance e facciamo pubblicità!
Mi rivolgo a Bologna e dintorni.
Ma anche a voi lontani daiii!
Venite a ballare alla festa giusta!
La notte di Halloween, Ognissanti o come cacchio vuoi,
al Candilejas Studios, Bologna, berremo e balleremo a volontà!
Ekonomik bar, dj set e pioggia di spumante!
Non mancare!


Più informazioni qui: Wild Staff My Space

Fatto!
Torno a rotolare.
Ciao ciaooo!

Festo da me

Bellissimo,
profumato,
curato,
elegante,
impeccabile,
e stiloso
il nostro eroe ha superato la prima merdosa settimana.Sì, domani sono a casa.
Perchè i parassiti li studieremo a partire dalla settimana prossima.
Quella “simil – signora Fletcher” che parla di vermi e zecche non ci sarà.
Peccato davvero.

Veniamo a noi.
La festa de l’Unità è finita.
M’è piaciuta a questo giro.
Forse perchè l’ho presa a piccole dosi zuccherine.
Bigliardino.
Porcherie alimentari di qualsiasi specie.
Pattinatori, musicisti, drag queens e auto scintillanti.
E tanti tanti stands di oggetti inacquistabili.
Perfetti per riempirsi gli occhi mentre si mangia merda!
Una sera, in territorio PD, ho pure fumato il narghilè.
Quel raffinato macchinario arabo per fumare tabacco aromatizzato.


Sembro un tossico cianotico, però è documentaristica.
Non si può fermare la conoscenza.

Adesso comunicamenti di servizio.
Ho cambiato tutto.
Canale di YouTube, Live Space e le foto su Flickr.
Con quattro click.
Infatti non è cambiato sostanzialmente un cacchio.
Però, pensavo, questo blog ormai è palesemente di facciata.
Si ride, si scherza e si gioca con la grafica.
Tutto finisce lì. (Qui.)
Ci sono io, ok, ma forse “io” sono anche qualcosaltro.
Quindi: qui rinnovo un po’ tutto e poi apro un altro blog.
Forse.
Sempre che il gestore di un blog di facciata (più o meno bello e fresco)
che ne apre contemporaneamente uno nuovo di scleri e deliri personali
sia ancora considerabile sano di mente.
Quando avrò stabilito questo, farò sapere.
Per adesso vi beccate ancora un po’ di storielle.
Ciao ciao.

Luglio veritas

Eggià.
Non sto bloggando troppo ultimamente.
Luglio così mi ammazza le fantasie.
Sono giornate di sfondi neri di nottate leggere.

Pochi pensieri e molta birra.
Neri da faccia ebete in ogni scatto.
Perchè c’è molto da fare ma la voglia è poca.
Le giornate calde di cicale rubano energie.
I più resistenti sono al lavoro, tenaci.
Quelli come me stentano e aspettano passivi il frizzare della sera.

Sì, magari scrausa, ma non importa.
La birretta è uno status symbol mentale.

Così ci si ritrova a pensare ben
che è pure vero che gli uomini ragionano con l’uccello.
E che è altrettanto vero
che le donne hanno il cervello nelle forme del culo.
Di base il culetto da velina indica la decerebrata totale.
Ingrandendo si sfuma verso la simpatica, colta,
intelligente, interessante e cosìvia.

Vabbè dai.
Donna che leggi il mio blog,
TU sei di sicuro bellissima e geniale.
(a parte per due chiappe in piccionaia che so io.)
E TU, uomo che leggi il mio blog,
mi dispiace, ma chiunque tu sia,
sappi che è l’uccello che ragiona per te.
Nessuno escluso.

Saludos.

Del mio amore e di Charlie*

Capito ufficialmente una cosa.
Odio i blog dove le ragazze parlano solo “del mio amore”.
“il mio amore ha detto”
“il mio amore ha fatto”
“il mio amore non c’è”
“il mio amore è tornato”
“il mio amore era meglio se non tornava”
“però è pur sempre il mio amore”
“un bacio al mio amore”
“un cuoricino scaricato da google per il mio amore”
“poi in disco non ci vado col mio amore”
“ci vado con le mie amiche che chiamo i miei amori”
“tanto anche se conosco tutti non tradisco mai il mio amore”
“lingua in bocca alla mia amica non vuol dire amore”
“poi il mio amore non si arrabbia mai”
“poi che addominali il mio amore”

Potrei andare avanti per ore.
Ma finirei per vomitare.
Quindi appena leggo il nomignolo chiudo.
Passo.

Aggià.
La foto.
Non posso infamare altre blog-tipologie senza piazzare una foto sul mio.
Che squinternato fotoblog sarebbe questo se no!?
Beh, ecco qua.

E’ una scritta sul muro di un locale di Bolo.
Non potevo lasciarmela sfuggire.
Fa pensare a quanto possa essere fico vivere sotto ecstasy.
MDMA.
Meta.
XTC.
Come volete.
Fa pensare anche a quanto possa essere penoso ecco.
Cia-ciao.
Chiudo.