Piccole Grandi Torture

Se c’è una cosa che mi fa girare i maroni è essere malato.
Obbligato da acciacchi a star chiuso in casa.
La febbre alta da far pulsare le tempie.
Brividi e vampate che si alternano.
Clausura senza poter fare un emerito cazzo per il mal di testa.
Persino facebook e il cellulare son troppo.
Gli occhi bruciano in fretta e il cervello si liquefa.
Medicine, medicine e medicine.
Due maroni le supposte, specialmente quando inutili.
Schifezze di polveri in bustine da sciogliere.
Robe da respirare poi, all’eucalipto, blah.
Resta qualche film da guardare in stato comatoso e il letto.
Penoso.
Ogni ora nella sopracitata condizione sembra un mese senza una doccia.
Lo sfascio.
Ora son guarito.
E tanto per cambiare, mi chiudo in biblioteca a studiare.
Alla fine non cambia un cacchio.
Varia solo lo scenario.
Ieri sera Luttazzi era al palazzetto.
Io pure.
Politica, sesso, religione e morte.
Fottuto geniaccio!
Tra le tante consiglio, come lui, di firmare questa:
cosicchè anche qui da noi sia istituito il reato di tortura!
Una robina eh…fate voi!

Passo con:
un tramonto dalla bibliotechina
e il palco, prossima volta prima fila.



Cià, cià.

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Fun With Stats II – Inverno 2008

Ottoemmezzo al piumone di mattina.

Con i cani che scaldano le gambe e la faccia  un pelo infreddolita.

Gli occhi che scappano dalla luce della finestra e la mente dall’idea di alzarsi..

Quattro bestemmie scappando sotto al cuscino e un caffè sul comò affianco.

Buongiorno!


Sette alle spolveratine di nevischio.

Quando c’è quel freddo che ghiaccia l’anima e si sta in casa.

Tira vento rumoroso e gelido, fuori tutto è ostile e schifoso.

Si butta un occhio fuori e ci si scalda colla cioccolata.

Silenzio o musica calda.

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Otto pieno ai capodanni tranquilli.

Leggermente fuori città per cambiare scenario.

Risate, giochi di società più o meno alcoolici e brindisi.

Poi fuochi e cazzate.

Ben chiuso un anno infame.

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Cinque alle solite feste.

Gli auguri che non ho fatto.

Quelli che son obbligato a fare.

Quelli che faccio col cuore ma che poi suonano stronzate.

Quelli stereotipati e glitterosi ricevuti.

Quelli belli che mi fanno sentire imbarazzato.

Bah dai.

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Sette alla nevicata.

Quella mancava da un po’ qui da me.

Me ne fotto dei disagi, a me piace quando tutto va in tilt.

Volevo la città sommersa, congestionata e silenziosa.

Stracci son cascati per qualche ora, appiccicandosi a tutto.

Peccato non esser stato esaudito, ma almeno è tutto un po’ più bianco.

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Nove allo sciare.

Da anni che non andavo.

Bello sudare tra i monti in discese veloci.

Naso gelido e pon pon al vento.

Non ho il pieno controllo perchè non sono ancora un fenomeno.

Adrenalina.

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10 alla mia scoperta dolce.