Sangue

Un misto denso.
Nei buoni e nei cattivi.
Grumi onnipresenti di pericolo e mistero.
Colorato di guerra, zanne e politica.
Scorre tra di noi.
Scivola lento d’attrito nascosto nei vicoli capillari.
Scroscia in cascate urlanti nei deserti.
Sibila ogni tanto. Quando qualcuno lo calpesta.

Il sangue è morboso, infimo e si nasconde.
Ha la faccia tosta della pubblicità.
E’ piccolo come un telefonino.
E’ ipocrita come il Natale.
E’ invisibile. Senza testimoni.
E’ acido, amaro e bollente.

Sgocciola, gronda e trasuda in ogni realtà.
Ovunque.
In ognuno e in ogni cosa.
Non si scappa.

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DesperArte

L’arte che cerco è quella che mi aiuta a focalizzare quello che penso e che provo.

Guardo per terra per vedere una foglia, un insetto, una crepa. Scruto minuziosamente gli oggetti che mi circondano. Squadro le persone, dal bimbo che piange, sporco di gelato, all’anziano rugoso come il guscio d’una noce. Osservo i palazzi, gli alberi, i vestiti, i giornali, le auto…tutto. Ascolto tutto: i suoni dei clacson, del vento, le musiche che escono dai negozi, dagli auricolari del mio vicino in autobus, dalle casse di uno stereo, da quelle di un concerto. Assaporo, odoro, tocco, spremo il mondo per ottenere ciò che cerco.

L’arte che cerco è quella che mi aiuta a focalizzare quello che penso e che provo.

Regurgito

Regurgito idee.
Sono troppe, mi fanno stare male.
Non riesco a digerirle.
Mi manca il tempo.
Una pausa per poterle masticare.
Blog.
Che schifo di parola.
Ma magari è come una medicina amara.
Sacrificio con guarigione.
Provo.
Tentare di solito non nuoce.
Ma qua c’è di mezzo il pensiero.
Vabbè, provo lo stesso.
Al massimo vomito.
Al massimo impazzite.
Al massimo impazzisco io.